google.com, pub-5268594712770720, DIRECT, f08c47fec0942fa0

venerdì 5 marzo 2021

Crostata della domenica



Posso suggerirvi una crostata semplicissima per il pranzo della domenica? Vi basterà impastare o acquistare (per quelle che vanno sempre di fretta) della pasta frolla, preparare una crema pasticcera e con la frutta che più vi piace diventerà un dolce gradito a tutta la famiglia. Del resto si sa, i sapori semplici sono quelli che mettono sempre tutti d'accordo.


Ingredienti per la frolla: 250 g di farina 00, 125 g di burro, 125 g di zucchero a velo, scorza grattugiata di limone, 1 uovo. Impastare, far riposare in frigo, stendere e rivestire uno stampo da crostata o una normale teglia. Infornare a 180° per 20 minuti (potete prepararvi il guscio anche qualche giorno prima).




Ingredienti per la crema pasticcera: 500 ml di latte intero, 3 tuorli, 50 g di amido di mais, 80 g di zucchero. Cuocere la crema nel modo classico, far raffreddare con pellicola a contatto. Quando sarà fredda amalgamiamola, utilizzando le fruste, con 250 ml di panna montata.



Farcite con la crema ottenuta, la base di frolla. Siccome a me le crostate piacciono belle ricche di crema, per poter ottenere uno strato più alto ho messo una striscia di acetato nel bordo di uno stampo a cerniera che poi toglierò al momento di servire. Non serve neanche sacàpoche: ho decorato la superficie con la paletta rigata. Mettete in frigo a rassodare.



Decorate con fragole o altri piccoli frutti, granella di pistacchio e tutto quello che la fantasia vi suggerisce. La mia, per questa volta, ho detto che doveva essere semplice e lo è. Quasi minimal, ma vi assicuro molto, molto buona!








 

giovedì 4 marzo 2021

Quinoa di primavera


Questo è un periodo in cui stiamo tenendo d'occhio ciò che mangiamo per smaltire un po' quello che abbiamo accumulato durante l'inverno; inoltre, considerando che la primavera porta con sè tanti vegetali ricchi di proprietà, perchè non approfittarne? Oggi vi propongo la quinoa, un prodotto erroneamente incluso nella famiglia dei cereali. E' un alimento proteico che spesso è protagonista nelle diete vegetariane: io, pur essendo onnivora, come mi piace definirmi, la amo ugualmente. Non ha bisogno di restare in ammollo come i legumi ma prima di essere cucinata va lavata molto bene per eliminare la "saponina" che la renderebbe amarognola. Per cuocerla basta metterla in pentola con una quantità d'acqua o di brodo pari al doppio della quantità che stiamo utulizzando; quando avrà assorbito tutto il liquido è pronta (circa 10/15 minuti).
Gli ingredienti (in quantità variabile, secondo il vostro gusto) di oggi, con cui accompagnerò la quinoa, sono prettamente primaverili: fave fresche, piselli freschi, asparagi selvatici, finocchietto.

                                       

Ho cucinato (nel modo che ho spiegato sopra) la quinoa con del brodo vegetale. 

Intanto ho leggermente scottato in acqua bolente le punte degli asparagi selvatici. Ho sbucciato fave e piselli (sono i primi raccolti quest'anno) e li ho cucinati facendoli "sudare" con olio extravergine d'oliva e un cipollotto fresco.



Condisco la quinoa con gli asparagi, le fave e i piselli, aggiungendo alcune foglioline di finocchietto per profumare.


E' un piatto eccezionale, leggero, privo di grassi eccessivi, profumatissimo. Che ne dite?



 

lunedì 1 marzo 2021

Sardine al vapore

                                        

Bentrovati nella consueta rubrica dedicata alla leggerezza con gusto: il tema di oggi è la cottura al vapore. Nella tradizione gastronomica siciliana la cottura al vapore diciamo che non è proprio il massimo: del resto si sa, noi siamo esageratamente succulenti nella preparazione del cibo. La versione che vi propongo è quindi nata per l'occasione! Ho trovato in pescheria, delle meravigliose sardine fresche del mio mar Mediterraneo, le ho cucinate  nella maniera più semplice e delicata possibile, proprio per non alterare il gusto di "mare".
Ingredienti per 4 persone: 500 g di sardine, timo, foglie di limone, alloro; per la salsa di accompagnamento:  200 g di bietoline fresche, 50 g di mandorle, 1 limone, olio extravergine d'oliva.


Pulite le sardine, diliscatele  senza farle rompere.


Mettete nella vaporiera un fondo di foglie di limone.


Appoggiate sulle foglie le sardine.


Nell'acqua sotto la vaporiera potete mettere gli aromi che volete, io ho preferito tre foglie di alloro che profumeranno il pesce. Fate cuocere per una decina di minuti.


                                      



Per il pesto di bietoline: prendete le foglioline di bietola, togliete i gambi, lavatele e mettetele in un contenitore insieme alle mandorle, al succo di mezzo limone, l'olio e il timo. Frullate con un mixer. Regolate di sale.


Servite le sardine accompagnandole con la salsa, lamelle di mandorle, foglioline di timo e qualche granello di sale grosso (io ho messo un sale aromatizzato allo zafferano). Un filo d'olio  extravergine d'oliva a crudo e il piatto è pronto.



Ecco cosa vi suggeriscono le amiche del team:

lunedì 22 febbraio 2021

Pane alla carruba

                                      

Il tema da sviluppare oggi, nella nostra consueta rubrica del Light & Tasty, doveva essere snack, spezzafame, barrette....; vi confesso che non volevo partecipare perchè non avevo nessuna idea in proposito e inoltre non sono una patita di barrette. Poi ho pensato ad un pane, che magari proprio pane non è, in quanto il suo gusto molto intenso e particolare non è abbinabile a qualunque cosa; io lo adoro a colazione in quanto molto gustoso ma non dolce come i biscotti; secondo me sarebbe perfetto pure per uno spuntino a metà mattina, anche in versione tostata. Io ve lo propongo, poi fate un po' voi! Voglio raccontarvi un po' della mia terra a questo proposito: gli alberi maestosi di carrubo caratterizzano le campagne del paesaggio ibleo; nel secolo scorso rappresentavano una risorsa economica per le famiglie contadine di questo territorio; un tempo i semi del suo frutto, i carati, rappresentavano l'unità di misura per gli orafi.  L'albero del carrubo, introdotto in Sicilia dai Greci, anche se furono gli Arabi che ne intensificarono la coltivazione, ha una crescita lenta ma è molto longevo in quanto riesce a vivere anche cinquecento anni. Verso la fine di agosto i suoi frutti raggiungono la maturazione: ancora oggi la raccolta delle carrube fa parte delle abitudini di molte famiglie, non tanto per il risvolto economico, quanto per mantenere viva la tradizione. Le carrube vengono utilizzate in campo alimentare per la produzione di dolci come caramelle, biscotti, liquori, sciroppi, farina e addensanti per gelati, foraggio per animali. I dolci tradizionali della provincia di Ragusa realizzati con lo sciroppo di carrube sono i "mustazzola" e la "mostarda" . Con la farina di carrube si preparano dolci e biscotti; oggi io la utilizzerò per preparare questo pane speciale.



Ingredienti: 100 g di lievito madre, 250 g di semola rimacinata di grano duro, 50 g di farina di carrube, 150 g di acqua tiepida, sale, un cucchiaino di miele.


Impastate le due farine con il lievito madre, l'acqua e il miele. Da ultimo aggiungete il sale. Lasciate lievitare per un'ora circa l'impasto.


Formate quindi dei filoncini che appiattirete con le mani per dare la forma di una grossa carruba, Con il coltello potete fare due scanalature longitudinali caratteristiche proprio della carruba. Fate lievitare per 6/7 ore. Fate la prova con un dito per controllare la lievitazione dei panetti. Infornare a 200 ° per 30 minuti, quindi sfornate e fate raffreddare. La vostra casa si riempirà del profumo intenso e caratteristico delle carrube. Sembrerà che abbiate preparato un dolce piuttosto che del pane.


Come consumarlo? E' buonissimo anche da solo! Potete abbinarlo a piatti dal sapore delicato o a formaggi cremosi e non piccanti. Io ho scelto un abbinamento che fa parte della tradizione contadina del ragusano: ricotta vaccina e miele di carrubo. 


Andate adesso a sbirciare le proposte del team:



sabato 20 febbraio 2021

Torta nuda al profumo di arancia e violetta

                                       



Avete presente quando siete innamorate di un profumo tanto da desiderare  di mangiarlo? E' quello che mi succede quando passo accanto alla mia bordura di violette e rimango inebriata dal soave profumo che emanano. Ma non voglio lasciarlo solo questo profumo: impazzisco altrettanto per tutti gli agrumi, adoro la forte essenza che rimane sulle mani quando si sbuccia un'arancia o un mandarino. Ebbene, oggi voglio racchiudere in un dolce tutte queste sensazioni olfattive e naturalmente gustative. Naked Cake o "torta nuda", un dolce cioè non rifinito all'esterno, non ricoperto insomma da glasse varie o coperture. Ho voluto preparare una crema dal forte gusto agrumato e un pandispagna altrettanto aromatico: ho già provato questa mia tortina utilizzando una volta, fette di una  veneziana all'arancia che avevo preparato nel periodo natalizio e una volta  un pandispagna aromatizzato con buccia d'arancia grattugiata (non starò qui ad illustrarvi il procedimento, fate voi).


Per la crema: una grossa arancia rossa; 10 ml di liquore all'arancia, polvere d'arancia, 500 ml di latte intero, vaniglia, 60 g di amido, 100 g di zucchero, due tuorli, la buccia di un limone.


Montate i tuorli con lo zucchero, aggiungete i semini di vaniglia e il liquore, il succo dell'arancia, un cucchiaino di polvere d'arancia (per la ricetta vedi qui). Fate stemperare l'amido e gradualmente aggiungete il latte che avrete fatto bollire con le bucce dell'arancia e del limone.


Fate addensare sul fuoco dolce, fino a quando sarà pronta.


Mettetela in una ciotola e coprite con pellicola a contatto in modo che non indurisca la superficie. Fate raffreddare.


Intanto coppate il pandispagna nella forma che desiderate. Tagliatene due strati.


Bagnate leggermente con una bagna di acqua, zucchero e lo stesso liquore all'arancia che avete usato per la crema (non esagerate altrimenti il dolce vi franerà).


Mettete la crema in un sac à poche e alternatela al pandispagna. Completate la superficie con striscioline di arancia candita (io le preparo con le mie arance seguendo questo procedimento).


E per finire posiziono sul dolce le mie violette appena raccolte: questa torta  si mangia con tutti i sensi!


mercoledì 17 febbraio 2021

Ditalini con broccoli e ricotta


Questa ricetta fa parte della cultura gastronomica contadina della mia provincia: mi ricordo che quando ero piccola, mia nonna Francesca la faceva spesso e io la detestavo (come la maggior parte dei bambini quando vedono verdure); a dire il vero nella sua versione era una minestra: utilizzava gli spaghettini sminuzzati, i broccoli bolliti e la ricotta appena comprata dal massaro che passava casa per casa.


                                                                       Foto dal web
Ricordo i gesti del massaro che sfilava dalla "cavagna" (contenitore artigianale realizzato con le canne) la ricotta sul piatto che le donne gli mettevano davanti. E' qualcosa di poetico e nostalgico che non riesco a spiegarvi così come il gusto particolare di quella ricotta. Ma adesso veniamo alla ricetta, tanto semplice quanto buona, ora che ho imparato ad apprezzare le verdure. In dialetto si chiama "pasta cca scramazzatura e ricotta" e gli ingredienti sono: 350 g di ditalini, 1 broccolo, 500 g di ricotta vaccina, sale, pepe, olio extravergine d'oliva.


Tagliate il broccolo a cimette e lessatelo. Scolatelo.

Fate soffriggere in olio extravergine d'oliva con uno spicchio d'aglio e del peperoncino. Se necessario aggiungete un po' d'acqua di cottura della pasta fin quando diventerà come una crema.

Intanto ammorbidite la ricotta con qualche cucchiaio di acqua calda e rendetela cremosa.

                                       

Mettete la pasta al dente in padella, mescolate e aggiungete da ultimo la ricotta.


I sapori di una volta con i ricordi del cuore: buon appetito!